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Dipartimento P. P. A. C. e R. S. F.

Premessa

     La riforma del Titolo V, Parte II, della Costituzione ha posto le premesse di una effettiva trasformazione del quadro istituzionale all’insegna della piena attuazione dei principi fondamentali dell’autonomia e del decentramento indicati dall’articolo 5 della stessa Costituzione come valori paradigmatici dell’assetto policentrico dello Stato.
    E’ nella formula di detto articolo, infatti, che l’unità si coniuga con il ruolo delle autonomie in ragione della partecipazione a pieno titolo di queste ultime alla unitarietà ed alla indivisibilità della Repubblica in un contesto di pari dignità costituzionale di tutti i livelli di governo che, appunto, concorrono alla amministrazione della res publica.
    La complessità del progetto di riforma, avendo come snodo centrale la costruzione di un nuovo equilibrio tra lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali, richiede l’impegno di tutti i livelli istituzionali nel favorire, agevolare e sostenere il processo di trasferimento di competenze verso i rami bassi - come una volta venivano definiti gli enti locali - del sistema amministrativo italiano.     Ciò è nella scelta del principio di sussidiarietà come nuovo criterio-guida di allocazione della funzione amministrativa per la quale la individuazione del livello più basso (il comune) non è più una scelta discrezionale di politica legislativa, ma una opzione ordinariamente dovuta, derogabile soltanto per motivate esigenze.
    Nello scenario aperto dalle nuove norme costituzionali, infatti, ciascun ente esponenziale di una comunità di cittadini è portatore della rappresentanza generale dei loro interessi. Ciò implica tra l’altro la responsabilità di definire autonomamente la parte prevalente del quadro normativo locale, destinato a regolare sempre più sia gli assetti organizzativi interni all’ente, che ampi settori della vita comunitaria di diretto interesse individuale.
In questo contesto si determinano i presupposti di una nuova presenza dello Stato.
    Di uno Stato che, salvaguardando l’autonomia dell’ente locale, quale valore fondante della Repubblica, si fa carico di munirla di tutti i supporti necessari alla sua piena valorizzazione, che lo assiste nelle scelte organizzative rendendo disponibili una varietà di modelli sperimentali, che gli offre consulenza qualificata e mette a sua disposizione quel complesso di conoscenze giuridico-specialistiche che risultano indispensabili a garantire la legittimità dell’azione amministrativa ed un livello qualitativo della produzione statutaria e regolamentare locale in grado di resistere alla verifica giurisdizionale.
    In questo contesto ordinamentale si colloca l’iniziativa del Ministero dell’interno di curare, con cadenza annuale, la raccolta sistematica in un volume degli indirizzi giusprudenziali manifestatisi in ordine ai profili di maggiore interesse per la vita degli enti locali.
    Si vuole così contribuire a rendere meno difficoltoso, e comunque ad agevolare, l’impegno di chi - amministratore elettivo, dirigente o semplice impiegato – si trova quotidianamente impegnato a produrre una attività provvedimentale variegata, mettendo a sua disposizione uno strumento rapido e semplice di consultazione degli orientamenti che, nei diversi rami dell’amministrare, il giudice ordinario e amministrativo ha assunto in sede contenziosa.
    Ovviamente, la raccolta non pretende di avere carattere di completezza, anche perché, attraverso i diversi gradi di giudizio, la produzione giusprudenziale è ormai così ampia da rendere dispersiva una sua esposizione integrale. E’ parso di poter fare cosa utile selezionando le pronunce più significative, a partire da quelle delle giurisdizioni superiori, e riproducendo, di ciascuna di esse, i passi fondamentali della motivazione in grado di dare contezza della applicazione della norma ritenuta corretta dal giudice.
    E’ un modo, insieme a tanti altri già in essere o che attendono di essere attivati, di concretizzare la nuova presenza dello Stato nel sistema delle autonomie. Nuova presenza e nuovo ruolo che, per il Ministero dell’interno e per le Prefetture – uffici territoriali del Governo, assume una veste e un significato particolare per una lunga tradizione di rapporti collaborativi con gli enti territoriali che anche la più recente legislazione ha valorizzato. E’ sufficiente ricordare, con riguardo al livello centrale dell’amministrazione, come il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, di riordino dei ministeri, abbia affidato a quello dell’Interno proprio “l’attività di collaborazione” con gli enti locali, la quale si concretizza in primo luogo nella attivazione di ogni forma di ausilio in grado di agevolare l’espletamento dei compiti propri del governo locale (art. 14). Con riguardo alle Prefetture il richiamo è al d.P.R. 17 maggio 2001, n. 287, che ne ha definito l’ordinamento e le funzioni, all’art. 10 della legge 5 giugno 2003, n. 131, che ha affidato al prefetto preposto all’ufficio territoriale del governo del capoluogo regionale la responsabilità di promuovere il rispetto del principio di leale collaborazione tra Stato e Regione e le indispensabili attività di reciproco raccordo e, da ultimo, al decreto legislativo 21 febbraio 2004, n. 29, che ha riordinato le conferenze permanenti di cui i prefetti si avvalgono nell’esercizio della funzione di coordinamento.
    Per ciò il presente volume mira innanzitutto ad essere di supporto all’attività di consulenza che, in misura crescente, le Prefetture sono chiamate a svolgere a favore degli stessi enti locali, su loro richiesta. Si tratta di una consulenza che riguarda l’esercizio della potestà normativa (il drafting), i profili ordinamentali relativi al funzionamento degli organi elettivi, al loro status, al corretto esercizio dell’autonomia, al riparto delle competenze interne all’amministrazione locale, all’organizzazione degli uffici e dei servizi, alle forme associative, alla gestione del personale, alla gestione delle risorse finanziarie, all’attività negoziale, all’espletamento dei servizi di competenza statale, alla corretta osservanza delle garanzie procedurali di trasparenza dell’attività amministrativa e di salvaguardia delle prerogative del cittadino (accesso, partecipazione, pubblicità degli atti, etc.).
    Ma destinatari del volume sono anche direttamente gli enti locali, ai quali esso verrà inviato per il tramite delle Prefetture.
Per ciò, la pubblicazione del presente volume non è destinata rimanere isolata, ma si colloca organicamente in un progetto più ampio che mira a rendere fruibile di anno in anno la raccolta giurisprudenziale riferita all’anno antecedente e ordinata sulla base della stessa metodologia sistematica, cosicché ne risulti agevole anche la ricerca della evoluzione degli indirizzi nel tempo (il volume relativo all’anno 2001 è stato distribuito nel 2003).


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